31 marzo 2007

Dov’è la rabbia?

Per capire se le emozioni distruttive facciano parte della natura fondamentale della mente, dobbiamo esaminarle. Prendiamo ad esempio la rabbia. Una forte esplosione di rabbia sembra sempre incontenibile, inarginabile. Se non ci arrabbiamo ci sentiamo quasi impotenti; è come se non ci fosse altra scelta che quella di fare esperienza di tale emozione. Questo succede perché in realtà non cogliamo la vera natura della rabbia. Che cos’è la rabbia? Quando si guarda da lontano una grande nuvola estiva, sembra cosi enorme da potercisi sedere sopra. Ma se ci si entra dentro non c’è nulla a cui afferrarsi, nient’altro che vapore e vento. Nel contempo, però, la nuvola oscura il sole e quindi ha un effetto. Lo stesso succede con la rabbia. Secondo uno degli apporci classici della pratica buddista, colui che medita deve guardare dritto dentro la rabbia e chiedere: “La rabbia somiglia a un generale dell’ esercito, a un fuoco che brucia, a un masso pesante? Ha in mano un’arma? Possiamo trovarla in qualche posto, nel petto, nel cuore, nella testa? Ha una forma o un colore?”.
Questo esperimento mostrerà che più si guarda la rabbia più scompare davanti ai propri occhi, come rugiada che si scioglie al sole del mattino. Quando uno la guarda onestamente, essa perde improvvisamente la propria forza.

tratto da "Emozioni Distruttive - Mondadori"

26 marzo 2007

Gli 8 versi sulla trasformazione della mente

"Con la determinazione a realizzare
il massimo benessere per tutti gli esseri senzienti,
che sono superiori anche alla gemma che esaudisce i desideri,
possa io in ogni momento averli a cuore
.

Quando sono in compagnia di altre persone,
considererò me stesso il meno importante,
e nel profondo del cuore mi prenderò cura di loro,
come se fossero gli esseri più elevati.

Esaminando con attenzione la mia mente,
in tutte le azioni che compio
affronterò ed eliminerò al suo primo apparire
ogni difetto mentale,
prima che possa nuocere a me stesso e agli altri.

Quando devo affrontare un essere malvagio
preda di intense sofferenze e gravi mancanze,
mi terrò caro un simile individuo, così raro a trovarsi,
come se avessi scoperto un prezioso tesoro.

Quando altri, dominati dalla gelosia,
mi maltrattano, mi insultano e così via,
accetterò le loro dure parole
e offrirò loro la vittoria.

Quando qualcuno che ho aiutato
e in cui ho risposto grandi speranze
mi infligge un danno estremamente grave,
considererò costui il mio supremo maestro spirituale.

In breve, offrirò benefici e felicità
a tutte le madri esseri senzienti,
sia in questa vita sia nelle future,
e in segreto prenderò su di me
ogni male e ogni sofferenza delle mie madri.

Inoltre, non avendo contaminato tutto ciò
con le impurità degli otto sentimenti mondani,
e percependo ogni fenomeno come illusorio,
privo di attaccamenti mi libererò
dalla schiavitù dell'esistenza condizionata."

Langri Tangpa (Ghesce buddista)

25 marzo 2007

Una stupenda sintesi del buddismo

La causa di tutti gli stati mentali negativi disturbanti è il nostro attaccamento alle cose come veramente esistenti. Perciò dobbiamo scoprire se la mente che si attacca è corretta o distorta e vede dunque le cose in modo errato. Il metodo è investigare come siano veramente le cose che tale mente percepisce. Ma, poiché tale mente è incapace di vedere se percepisce correttamente o no gli oggetti, dobbiamo basarci su un altro tipo di mente. Se, con l'investigazione, scopriamo molti altri modi validi di vedere le cose e questi contraddicono o negano il modo in cui la mente - che si aggrappa all'esistenza come vera - percepisce i suoi oggetti, possiamo dedurre che tale mente non vede la realtà.
Quindi, con la mente che può analizzare la realtà ultima, dobbiamo cercare di determinare se la mente che si aggrappa alle cose come realmente riscontrabili è corretta o no. Se lo è, la mente analitica dovrebbe alla fine riuscire a trovare quella che si aggrappa alle cose.

Il Dalai Lama - "Many ways to nirvana"