08 maggio 2008

La Saggezza che recide le afflizioni

"Cosi come, un mietitore d'orzo prende con la mano sinistra un fascio d'orzo, con la destra un falcetto e con il falcetto taglia l'orzo, allo stesso modo il praticante dello yoga prendendo la mente con l'attenzione, taglia le afflizioni con la saggezza. "

Il Maestro Nagasena.

Tutti i fenomeni condizionati sono impermanenti

Quando ci si rende conto che le cose composite sono temporanee, si comprende anche che sono influenzate da altri fattori - cause e condizioni - grazie ai quali la sofferenza può essere fermata e la felicità può essere generata in dipendenza delle loro rispettive condizioni causali. E cosi si acquisisce coraggio sapendo che la sofferenza può essere rimossa e la felicità può essere raggiunta.

Dalai Lama
da "I sentieri della sapienza e dell'incanto"

27 aprile 2007

Non vi è cosa che non sia originata da qualcos'altro.
Quindi non vi è cosa che non sia vuota (di natura inerente)

Nagarjuna - "Stanze sulla fondamentale saggezza della via del mezzo"

11 aprile 2007

Meditare vuol dire familiarizzare

In tibetano il termine corrispondente a "meditazione" è familiarizzare. Dobbiamo familiarizzarci con un modo nuovo di affrontare l'insorgere dei pensieri.
All'inizio, quando insorge un pensiero di rabbia, di desiderio o di gelosia, non siamo preparati ad affrontarlo. Nel giro di qualche secondo quel pensiero ne ha gia fatto insorgere un secondo e poi un terzo, tanto che il nostro paesaggio mentale si ritrova ben presto invaso da pensieri che solidificano la rabbia e la gelosia - e a questo punto ormai è tardi. Siamo nei guai, come quando un'unica scintilla fa bruciare un' intera foresta.
L' intervento più rudimentale consiste nell'osseravare il pensiero. Quando insorge, lo si osserva fino a coglierne la fonte. Bisogna indagare sulla natura di quel pensiero apparentemente cosi solido. Mentre lo osserviamo la sua solidità apparente si scioglie (come il nodo fatto da un serpente a se stessto), tanto che esso sparirà senza senza dare origine a una catena di altri pensieri.
Non bisogna tentare di bloccare l'insorgere dei pensieri, il che è comunque impossibile, bisogna non permettere loro di invadere il cervello. Dobbiamo farlo più e più volte poiché non siamo abituati ad affrontare i pensieri in quel modo. Siamo come un foglio di carta tenuto a lungo arrotolato. Se cerchiamo di allargarlo sul tavolo, tornerà ad arrotolarsi non appena lo lasciamo andare. E' qui che entra in gioco l'addestramento.

Matthieu Ricard - "Emozioni distruttive, Mondadori"

10 aprile 2007

Osservare i pensieri e la mente

Nel Satipatthana si coltivano anzitutto l'attenzione e la consapevolezza, concentrandosi sul corpo, sul respiro che entra ed esce, dedicando una consapevolezza attenta alle proprie sensazioni. Finché si vive nell'attenzione e nella consapevolezza, si vive in una fortezza in cui l'emozione distruttiva non potrà né entrare né nuocere.

Quando invece si mette a fuoco la mente, la mente stessa può diventare l'oggetto dell'attenzione. Si può sapere, a quel punto, se il proprio stato mentale é sano o meno, se la mente é o meno associata alla rabbia, alla gelosia, all'avidità, all'odio o all'illusione.

Una volta coltivata questa consapevolezza estremamente precisa e focalizzata, si manifesterà un livello di equanimità e di invulnerabilità alle emozioni distruttive.
Quando arrivi a familiarizzare con la vera natura della mente, nessuna emozione negativa riesce più a ferirti. Con questa tecnica anche un ostacolo, uno stato mentale non sano, una compulsione, possono costituire l'oggetto dell'attenzione.

Somchai Kusalacitto - "Emozioni distruttive, Mondadori"


"La scienza ha studiato la struttura del cervello in ogni sua parte ma non riesce a trovare niente che si possa chiamare Osservatore. Eppure tutti viviamo la sensazione di essere l'Osservatore della realtà."

Fred Alan Wolf (studioso di fisica quantistica)

"Quando siamo afferrati dal messaggero della morte, che valore hanno gli amici e i parenti, le ricchezze e le proprietà? Solo il merito e la conoscenza acquisiti sono la vera protezione, ma di ciò gli stolti non riten­gono di doversi preoccupare e quando la morte arriva, sarà troppo tardi per rimediare!"

Shantideva


04 aprile 2007

Quando, dopo aver a lungo cercato invano, la mente si convincerà che nulla può essere afferrato allora avrà scoperto il Vuoto, che essa è il Vuoto. E tu sarai finalmente tornato a casa.

31 marzo 2007

Dov’è la rabbia?

Per capire se le emozioni distruttive facciano parte della natura fondamentale della mente, dobbiamo esaminarle. Prendiamo ad esempio la rabbia. Una forte esplosione di rabbia sembra sempre incontenibile, inarginabile. Se non ci arrabbiamo ci sentiamo quasi impotenti; è come se non ci fosse altra scelta che quella di fare esperienza di tale emozione. Questo succede perché in realtà non cogliamo la vera natura della rabbia. Che cos’è la rabbia? Quando si guarda da lontano una grande nuvola estiva, sembra cosi enorme da potercisi sedere sopra. Ma se ci si entra dentro non c’è nulla a cui afferrarsi, nient’altro che vapore e vento. Nel contempo, però, la nuvola oscura il sole e quindi ha un effetto. Lo stesso succede con la rabbia. Secondo uno degli apporci classici della pratica buddista, colui che medita deve guardare dritto dentro la rabbia e chiedere: “La rabbia somiglia a un generale dell’ esercito, a un fuoco che brucia, a un masso pesante? Ha in mano un’arma? Possiamo trovarla in qualche posto, nel petto, nel cuore, nella testa? Ha una forma o un colore?”.
Questo esperimento mostrerà che più si guarda la rabbia più scompare davanti ai propri occhi, come rugiada che si scioglie al sole del mattino. Quando uno la guarda onestamente, essa perde improvvisamente la propria forza.

tratto da "Emozioni Distruttive - Mondadori"

26 marzo 2007

Gli 8 versi sulla trasformazione della mente

"Con la determinazione a realizzare
il massimo benessere per tutti gli esseri senzienti,
che sono superiori anche alla gemma che esaudisce i desideri,
possa io in ogni momento averli a cuore
.

Quando sono in compagnia di altre persone,
considererò me stesso il meno importante,
e nel profondo del cuore mi prenderò cura di loro,
come se fossero gli esseri più elevati.

Esaminando con attenzione la mia mente,
in tutte le azioni che compio
affronterò ed eliminerò al suo primo apparire
ogni difetto mentale,
prima che possa nuocere a me stesso e agli altri.

Quando devo affrontare un essere malvagio
preda di intense sofferenze e gravi mancanze,
mi terrò caro un simile individuo, così raro a trovarsi,
come se avessi scoperto un prezioso tesoro.

Quando altri, dominati dalla gelosia,
mi maltrattano, mi insultano e così via,
accetterò le loro dure parole
e offrirò loro la vittoria.

Quando qualcuno che ho aiutato
e in cui ho risposto grandi speranze
mi infligge un danno estremamente grave,
considererò costui il mio supremo maestro spirituale.

In breve, offrirò benefici e felicità
a tutte le madri esseri senzienti,
sia in questa vita sia nelle future,
e in segreto prenderò su di me
ogni male e ogni sofferenza delle mie madri.

Inoltre, non avendo contaminato tutto ciò
con le impurità degli otto sentimenti mondani,
e percependo ogni fenomeno come illusorio,
privo di attaccamenti mi libererò
dalla schiavitù dell'esistenza condizionata."

Langri Tangpa (Ghesce buddista)